Luglio 12, 2009...7:38 pm

NOI NON CI STIAMO! Presidio contro il ddl sicurezza a Cinisello Balsamo

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Ormai da tempo in Italia è in atto una campagna di criminalizzazione dell’immigrato, sia esso clandestino o regolare, extracomunitario o comunitario: quello che conta è che in ogni caso rappresenta una minaccia al fortino della ricchezza occidentale.

Il 2 luglio scorso si è giunti all’atto finale: nella quasi totale indifferenza del Paese, il Governo ha posto il voto di fiducia e il cosiddetto pacchetto sicurezza è diventato legge.

Quali sono le conseguenze che i migranti si troveranno a vivere sulla propria pelle? Prima di tutto, per il solo motivo di non avere in tasca un permesso di soggiorno, una persona viene considerata colpevole del reato di clandestinità. Poco importa se il permesso di soggiorno sia difficile da ottenere (anche a causa di una burocrazia volutamente farraginosa e miope), e il semplice fatto di avere un contratto di lavoro non sia sufficiente ad  accaparrarsi il tanto sospirato documento.

Questa persona dovrà “nascondersi”, non potrà sposarsi (neanche con un italiano/a), gli sarà impedito di registrare i propri figli all’anagrafe, per mandare il frutto del suo lavoro a casa dovrà rivolgersi a canali clandestini, perché in ogni caso gli viene richiesto il permesso di soggiorno.

Cosa ancora più grave, se avesse bisogno di rivolgersi alla pubblica amministrazione (per esempio a un ospedale per curarsi) lo farebbe certo di essere denunciato e quindi espulso. Al danno si aggiunge la beffa: per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno dovrà pagare una tassa che va dagli 80 ai 200 euro. Viene anche introdotto il permesso a punti: se li accumuli non vinci niente, ma se li perdi devi ricominciare da capo.

Tutto questo però nasconde una logica perversa, perché malgrado i proclami del Governo, i lavoratori “clandestini” continueranno a lavorare nel nostro paese: essi sono una risorsa insostituibile per il nostro sistema produttivo fatto di microaziende, che spesso ricorrono al lavoro nero. Il fatto è che il Governo ha fornito ai padroni un’arma formidabile con cui garantirsi da questi lavoratori manodopera a basso costo: la minaccia di denunciarli. Ciò permette inoltre di ricattare i lavoratori italiani, che vengono sempre di più gettati in una competizione al ribasso, una guerra tra poveri da cui escono vincenti solo i padroni.

Le aziende chiudono i battenti e i lavoratori cercano di salvaguardare il proprio posto di lavoro, a volte arrivando anche ad occupare la fabbrica e a difendere i macchinari con il proprio corpo. Ma un lavoratore “clandestino” non può fare neanche questo, perchè non  ha diritti.

Il lavoratore immigrato va bene quando può essere sfruttato,  ma non quando reclama dignità e diritti.

Vengono poi istituite le ronde di “cittadini per bene”, magari nostalgici del manganello e dell’olio di ricino, che adesso sono legittimati a rialzare la testa, incaricati di far sentire sicuri i cittadini in regola. Sicuri, in un Paese dove la crisi economica si fa sentire  pesantemente, che nessuno possa togliergli quello che hanno. E in effetti hanno davvero tanto da difendere: licenziamenti, cassa integrazione, aziende in attivo che da un giorno all’altro ti lasciano a casa, lavoro precario, interinale, a chiamata, e in nero…

Intendiamo opporci e lottare uniti contro il decreto sicurezza, non solo per una questione di solidarietà umana, giusta e legittima, ma anche per impedire alla destra di portare a compimento la sua via di uscita dalla crisi: la guerra tra poveri.

Per questo invitiamo tutti e tutte,

“regolari”o “irregolari”, precari, disoccupati, studenti al

Presidio  del 22 luglio – ore  20.00 – via Stalingrado (di fronte alla chiesa)

per dire NO al ddl sicurezza.

Per adesioni: adesione.appello@gmail.com

Prime adesioni:

PRC – Cinisello Balsamo

PDCI – Cinisello Balsamo

Coordinamento Pace

Sinistra Critica - Cinisello Balsamo

Sdl Comune di Cinisello Balsamo

ARCI Anomaliae

Malapizzica

Associazione SoleLuna

Caritas – Cinisello B.

Comitato Genitori

La Mela di Eva

Partito Umanista di Cinisello Balsamo

ARCI Malanga Amarilla

ANPI

Verdi – Cinisello Balsamo

ACLI

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