Il ministro Bindi: «Pessimo esempio di politica locale». L’assessore Moioli replica alla notizia di una circolare che nega il diritto all’accesso alle materne: «Le condizioni sono migliorate».Il Comune rende più restrittive le regole per l’iscrizione nelle scuole dell’infanzia dei bambini stranieri, ma per Palazzo Marino, visto che a oggi ci sono ancora 70 posti liberi, nella sostanza non cambia nulla. Fino all’anno scorso, i piccoli extracomunitari con genitori senza permesso di soggiorno o in attesa del rinnovo, venivano accettati «con riserva». Oggi, si legge nella circolare, «le famiglie prive di regolare permesso di soggiorno avranno la possibilità di iscriversi, purché ottengano il permesso di soggiorno entro la data del 29 febbraio 2008. La mancata presentazione del permesso di soggiorno entro tale data non consentirà la formalizzazione della domanda di iscrizione». «I bambini stranieri senza permesso di soggiorno non sono mai stati accettati nelle scuole materne del Comune: quindi non è cambiato nulla dall’anno scorso» spiega l’assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli replicando alla notizia pubblicata sul quotidiano La Repubblica.
LA PRECEDENTE - «La circolare dell’anno scorso – aggiunge Moioli – prevedeva per chi era in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno l’accettazione della domanda con riserva. Con quella di quest’anno ho migliorato le condizioni di questi bambini perché ora saranno inclusi nella graduatoria ufficiale assieme ai bambini in possesso di tutti i requisiti». In pratica le norme sono sì più restrittive, ma poiché i posti non mancano, permetteranno comunque l’iscrizione di tutti, anche oltre i termini stabiliti. I bambini accolti, aggiunge Moioli, sono 21.418 con una spesa totale di 99.514.000 euro. La circolare dell’anno precedente, la numero 34 del 12 dicembre 2006, prevedeva invece l’accettazione con riserva dei bambini di nuclei familiari stranieri che avrebbero ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno entro il primo ottobre 2007. «Presentando la domanda entro il 29 febbraio – ha spiegato l’assessore – si ha diritto all’accesso alla prima graduatoria. Chi dovesse ottenere il permesso di soggiorno oltre questa data sarà ammesso in relazione ai posti disponibili. Attualmente i posti liberi sono 70 e non ci sono liste d’attesa». «Troveremo una soluzione per tutti» ha garantito però la Moioli. Il caso ha già provocato reazioni.
BINDI: PESSIMO ESEMPIO - «È un pessimo esempio di politica locale. Mi stupisce che il sindaco Moratti assecondi scelte così gravi, che colpiscono la famiglia e nelle famiglie i diritti dei più deboli e dei bambini». È duro il commento del ministro della Famiglia Rosy Bindi. «Non sono tollerabili discriminazioni di alcun genere nell’accesso a servizi essenziali, come le scuole dell’infanzia – sottolinea il ministro -. Tutti i bambini, compresi i figli degli immigrati privi di permesso di soggiorno, hanno diritto a frequentare l’asilo nido. L’educazione è la via maestra per favorire l’integrazione delle famiglie straniere, per imparare a vivere insieme e a non avere paura gli uni degli altri. L’intesa che abbiamo siglato con le Regioni non prevede alcun tipo di discriminazione». «Da che pulpito viene la predica – si sfoga la Moioli -. Il ministro Bindi per prima cosa dovrebbe far leggere meglio ai suoi le circolari, e per seconda cosa dovrebbe promuovere politiche serie per la famiglia, visto che ne è il ministro, investendo per esempio molto di più sui servizi per l’infanzia».
RUSSO SPENA - Alfio Nicotra, segretario regionale di Rifondazione Comunista, osserva che l’evangelico precetto “Lasciate che i bambini vengano a me” «non vale evidentemente nella città della cattolicissima lady Letizia». «Fa quasi specie – prosegue Nicotra – ricordare alla sindaco ex ministra che esiste il decreto del presidente della Repubblica n. 994 del 1999, a sancire il diritto dei minori stranieri a essere pienamente integrati nel sistema educativo della Repubblica italiana. Ma forse per il centrodestra che da anni governa Milano non siamo più in Italia, siamo in Padania». Molto critico anche il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena. «Che la seconda città italiana neghi l’ingresso agli asili nido ai figli di extracomunitari senza permesso di soggiorno è un’ignominia. Già Milano aveva norme assurde per quelle iscrizioni, perché accettava con riserva domande da parte di lavoratori in attesa del rinnovo del permesso per poi cacciarli fuori se questo non arrivava. Adesso la discriminazione è completa: neanche chi è in regola ma in attesa della burocrazia italiana può iscrivere il proprio bambino negli asili milanesi». Russo Spena spiega di protestare a nome di tutto il gruppo: «La sindaca Moratti si vergogni, istruzione, socializzazione e scolarizzazione sono diritti universali».
CGIL: ALLARMANTE – «Le notizie della decisione del Comune di vietare l’iscrizione alla scuola dell’infanzia ai figli di migranti irregolari e delle realtà del Veneto, dove si chiede di non inserire più del 30% di bambini stranieri nelle classi sono allarmanti e gravissime» commenta il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini. «Quando il livore xenofobo di alcune realtà del Nord del paese arriva a vietare il diritto alla scuola per i bambini migranti, le coscienze di tutta la società civile devono sentirsi scosse». La scuola, continua Piccinini, «è da sempre considerata il luogo dove, per eccellenza, si educa. Si educa alla legalità, all’integrazione, al rispetto della persona senza discriminazione di sesso, razza, religione. E tutto ciò per superare barriere, divisioni, per realizzare cultura di integrazione».
UNICEF – Durissimo il presidente italiano dell’Unicef, Antonio Sclavi: una circolare «in netta violazione dei diritti dell’infanzia, sanciti dalla Convenzione Onu del 1989, ratificata dall’Italia, che ribadisce l’uguaglianza fra tutti i bambini come principio cardine e sottolinea come l’interesse superiore del bambino debba sempre prevalere su ogni altra considerazione».
da Corriere.it del 21 dicembre 2007
