Dicembre 5, 2007...3:12 am

“Numeri” è l’anagramma di “Rumeni”

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I dati! Le cifre! Come potete negare l’emergenza rumeni? In Italia i reati sono quasi tutti commessi da immigrati! Io sono di sinistra ma…
…ma sei uno stronzo.C’è una convinzione radicata in molti, soprattutto in chi esorta a discutere “in modo obiettivo” lasciando perdere noi “anime belle” dell’antirazzismo, noi e le nostre melense utopie di convivenza etc.
Tale convinzione è che in Italia, prima delle massicce immigrazioni dall’Est e dal Nordafrica, ci fosse meno criminalità. Bei tempi, quelli! Si ammazzava di meno, prima che arrivassero ’sti rumeni. E si rapinava di meno. E gli stupri, signora mia! Ha visto che loschi figuri ci sono per strada? Per non dire dei lavavetri, brrrrr…
Strano però che i dati mostrino una realtà più complessa, talvolta bizzarra, piena di contraddizioni, comunque meno allarmante di come viene descritta nei media.
Quindici anni fa si ammazzava molto più di oggi: 1441 omicidi volontari nel 1992 contro i 621 dell’anno scorso.
Il totale di rumeni denunciati (attenzione: non condannati) per omicidio nel triennio 2004-2006 è…
“Boh, forse mille?”
” Ma va là, cazzo dici?! Saranno almeno duemila, non passa giorno senza che un telegiornale…”
Frena: settantanove. Sono settantanove. Una media di 26 all’anno. In Italia ci sono circa sessanta milioni di abitanti. Fa un rumeno denunciato (ripetiamo: non condannato) per omicidio per ogni 2.307.692 persone, più o meno il numero di residenti nell’intera provincia di Torino.
Sempre nel triennio 2004-2006 soltanto il 3% delle rapine in banca è stato compiuto da stranieri, e la nazione più rappresentata è… la Romania? No, la Germania. ‘Sti crucchi di merda che vengono qui a delinquere…
Nello stesso periodo, soltanto il 6% delle rapine in uffici postali è stato compiuto da stranieri, e la nazione più rappresentata è… la Romania? No, l’Irlanda. Dannati beoni, loro e il fottuto giorno di San Patrizio…
Soltanto il 3,5% delle violenze sessuali su donne è compiuto da estranei al nucleo familiare (l’Orco venuto da fuori, buh!)
Fonte consultata: Rapporto criminalità 2006, scaricabile dal sito del Ministero degli Interni.
Non credete poi a chi strilla, nei bar o su internet, che in Italia gli immigrati commettono la maggior parte dei reati (il 70%, sosteneva un tale su un blog pochi giorni fa).
Solamente in tre tipologie di reato si ha una maggioranza di denunciati stranieri: sfruttamento della prostituzione (56%, ma straniere sono pure le vittime, inoltre si tratta di un reato molto apprezzato dallo stesso italiano medio che inveisce nei bar); furto in abitazione (51%); furto con destrezza (66%). In tutti gli altri reati il primato resta in mani italiane, con punte che superano il 90%. Lo facciamo notare per l’amor di patria che da sempre ci contraddistingue.
Quello che esiste, stando anche al Rapporto 2006, è “una tendenza alla crescita della percentuale di stranieri sul totale dei denunciati come presunti autori di [alcuni] reati”. Tra le cause vi sono le condizioni di esclusione in cui vivono molti immigrati in Italia, paese più volte criticato dall’UE – pure con toni molto accesi – per le sue politiche di non-accoglienza. Lo ammettono a denti stretti gli estensori del rapporto quando, riferendosi proprio ai rumeni, parlano di “sacche di marginalità” come “primo passo verso il coinvolgimento in attività delittuose”. Eh, già, ma questa è demagogia, i soliti luoghi comuni antirazzisti etc.

NOTA BENE: sulla questione delle “cifre”, ha scritto un articolo mooooolto importante Marco Rovelli, già autore del libro Lager italiani (BUR, 2006).
Il pezzo si intitola “Clandestino e criminale. Dati, assiomi, corollari” ed è pubblicato su Carmilla.

Tratto da Giap #16/18, numero triplo

di Wu Ming

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